Rinnovabili, gli investimenti in solare nel 2017 hanno superato gas e carbone

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Oltre la metà dei nuovi impianti è stata installata in Cina. In calo le spese negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Boom anche in Svezia, Messico e Australia. Negli ultimi undici anni sono stati impegnati 2.700 miliardi di dollari per le energie verdi.

Le rinnovabili hanno messo la freccia. Il solare più di tutte le altri fonti energetiche verdi: nel 2017, i nuovi investimenti in impianti fotovoltaici hanno superato le spese per nuove centrali alimentate a carbone e a gas. Un primato arrivato soprattutto grazie agli investimenti realizzati in Cina, paese che ha consolidato il suo primato nel settore. Mentre l’Europa e gli Stati Uniti, dopo il boom delle scorse stagioni, stanno tirando il fiato.

Sono i numeri che emergono dal rapporto appena presentato dall’Agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite, la Frankfurt School e Bloomberg New Energy Finance. Ne emerge un quadro in costante crescita per le rinnovabili: per l’ottavo anno consecutivo, gli investimenti nelle energie verdi hanno superato i 200 miliardi. Con un protagonista assoluto: nel mondo, è stato toccato un nuovo record di pannelli fotovoltaici installati, pari a 98 gigawatt di nuova capacità. Si tratta di un numero che supera i gigawatt di potenza installata di tutte le altre fonti messe insieme, dalle altre rinnovabili al nucleare e al fossile. Il solare ha attratto 160,8 miliardi di nuovi investimenti, in crescita del 18 per cento rispetto al 2016. Si tratta del 57% di quanto è stato speso per nuovi impianti rinnovabili in tutto il mondo comprese le grandi centrali idroelettriche (280 miliardi complessivi), nonché di una cifra superiore a quanto è stato investito per nuove centrali a gas e carbone, il cui impegno finanziario si è fermato a quota 103 miliardi.
Una accelerazione dovuta, come detto, soprattutto all’impegno della Cina: il governo di Pechino – spinto da motivi disicurezza ambientale e dalle pressioni della nuova classe borghese nelle grandi aree metropolitane – sa che deve limitare il più possibile la costruzione di nuove centrali a carbone e ha scelto il solare come tecnologia alternativa.

L’anno scorso per la Cina è stato un anno straordinario, con 53 gigawatt di nuova potenza installata sotto forma di centrali fotovoltaiche (quindi più della metà del totale mondiale), con un investimento per 86,5 miliardi di dollari, in crescita del 58 per cento. Non solo: la Cina è in testa per la spesa complessiva in rinnovabili (considerando anche idro, eolico, biomasse e geotermia), con un nuovo record di investimenti in un solo anno pari a 126,6 miliardi di dollari, in crescita del 31 per cento rispetto al 2016.
Ci sono altre nazioni, dove la spinta per l’uscita dal carbone ha fatto salire vertiginosamente gli investimenti in rinnovabili: si tratta dell’Australia (che è anche uno dei maggiori paesi esportatori di carbone al mondo) dove la spesa nel 2017 per nuovi impianti “verdi” è stata pari a 8,5 miliardi (più 147%) e la Svezia con 3,7 miliardi (più 127 per cento). A cui va aggiunto il Messico, dove è partito un piano del governo senza precedenti: con 6 miliardi di dollari di nuove centrali ha visto la spesa salire dell’810 per cento in dodici mesi.

La crescita delle rinnovabili prosegue in tutta Europa e negli Stati Uniti, anche sei i ritmi non sono più così elevati. Anzi, per quanto riguarda i nuovi investimenti si registra un calo, del 6 per cento negli Usa e del 36 per cento nel Vecchio Continente, in particolare nel Regno Unito (meno 65 per cento, nonostante i 6,7 miliardi di nuovi investimenti) e in Germania (meno 35 per cento a 10,4 miliardi) nonostante le nuove aste dell’eolico. Lo stesso è accaduto in Giappone, dove per i nuovi impianti si sono spesi 13,4 miliardi con un calo del 28 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. Complessivamente, ci dice sempre il reporto di UN Environment, Frankfurt School e Blommberg New Energy Finance, negli ultimi undici anni sono stati investiti 2.700 miliardi di dollari per le energie rinnovabili.

Fonte: Luca Pagni – La Repubblica