Ipex. Industria elettrica, resta l’esigenza di una profonda ristrutturazione

da

La ripresa dei consumi non deve far dimenticare che siamo ben lontani dai livelli ante-crisi. Intanto prezzi in calo in Italia, ma la tendenza rimane al rialzo

Come avevamo previsto la scorsa settimana (previsione sorretta dal livello dei forward) è proseguita la corsa al rialzo su tutti i mercati dell’Europa continentale e la settimana si chiude con un generalizzato aumento dei prezzi e con una tendenza all’allineamento tra le diverse Borse.
Nella media settimanale il base load quota 45,89 €/MWh sull’EPEX-France, con un incremento del 9,5% ed è a 46,75 €/MWh sul Phelix, con una più contenuta salita del 4,3%. Contribuisce a questa dinamica anzitutto la ripresa della domanda, in parte dovuta a fattori stagionali per un anticipato arrivo di temperature già decisamente estive, ma soprattutto legata al consolidarsi del ciclo di rilancio della congiuntura economica avviatosi negli ultimi mesi.
Sostengono poi l’innalzamento dei prezzi le elevate quotazioni e del carbone e del gas in un contesto in cui lo stato di totale incertezza che caratterizza gli scenari geopolitici (si veda la conclusione del G7 a base di tweet), fa lievitare il prezzo di tutte le commodity. Si può ben dire che c’è un “effetto Trump” che impatta fortemente i mercati dell’energia.

Infine non si può trascurare, in specie per i riflessi sulla borsa tedesca, il ridursi della ventosità sul Baltico e sul Mare del Nord. Dissonante l’andamento del MGP che vede un lieve aumento del peak, ma invece un assestamento del base load, con il PUN a 57,69 €/MWh, in flessione quindi dell’1,7%.
Non è un’inversione di tendenza, che a nostro avviso rimane al rialzo, semplicemente è una correzione essenzialmente dovuta ad un ritorno delle importazioni al loro livello normale (dopo riduzioni per manutenzioni alle linee) e ad una maggior disponibilità dell’eolico che si era contratto nelle settimane scorse. Non cambiano però i fondamentali: il gas rimane sui 23 €/MWh e la domanda è in crescita, del 2,84% sulla settimana precedente e dell’1,04% sul 2017.

La ripresa che finalmente si manifesta nei consumi elettrici, con qualche mese di ritardo sull’inversione del ciclo economico, non deve far dimenticare che siamo ben lontani dai livelli ante-crisi. A metà giugno 2008 la domanda media giornaliera (Sistema Italia) era pari a 38.800 MW, quattro anni dopo, nel giugno 2012 era caduta a 33.700 MW, precipitando quindi di 5.100 MW, cioè del 13,11%. Ora, dopo sei anni, con una domanda a 34.300 MW abbiamo recuperato 600 MW, con una crescita sul 2012 dell’1,71%. La riduzione dei consumi si presenta dunque come strutturale e rimane quindi l’esigenza di una profonda ristrutturazione dell’industria elettrica.

Fonte: Energy Advisors – QE