Gli errori più comuni riscontrabili in una fattura energetica (elettricità e gas)

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A volte sono errori veri e propri, a volte invece nascondono qualcosa di peggio. In ogni caso, è fondamentale trovarli subito.

  • Volumi elettrici o di gas fatturati superiori a quanto misurato dai contatori fiscali;
  • Applicazione errata della costante moltiplicativa del contatore fiscale;
  • Aggiornamento non corretto del prezzo della commodity, in contratti a prezzo indicizzato;
  • Applicazione non corretta dei prezzi PUN orari, nei contratti PUN + Spread;
  • Applicazione di valori tariffari unitari differenti da quanto disposto da Arera o Terna;
  • Applicazione di livelli di perdite di rete più onerosi di quelli effettivamente dovuti dall’utente;
  • Fatturazione di oneri di sistema non coerenti con lo status energivoro dell’utente;
  • Applicazione di livelli di accise non coerenti con l’attività o la regione della sede dell’utente;
  • Fatturazione a preventivo non seguita il mese successivo da un corretto conguaglio di volumi e/o importi;
  • Fatturazione di extra oneri non previsti contrattualmente o unilateralmente decisi dal fornitore.

Rilevare tali anomalie non è semplice, anche perché in diversi casi (ad esempio, nella verifica dei volumi di consumo fatturati) occorre un accesso alla misura del contatore fiscale che a volte può non essere immediato o celermente ottenibile (in particolare nella fattura del gas naturale).

Moltissimi utenti semplicemente si fidano di quanto viene richiesto, convinti che una fattura energetica sia corretta o comunque non contestabile. Oppure si limitano a una superficiale analisi dei prezzi contrattuali, tralasciando altri livelli di verifica e dimenticando che – purtroppo – spesso il diavolo si nasconde nei dettagli.