Il gas russo arriva in Cina: ora l’Europa è più debole

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Cambiamento di scenario epocale

L’avvio delle forniture di gas dalla Russia alla Cina richiama aggettivi roboanti. I numeri del progetto dicono molto: 400 miliardi di euro di valore tra investimento e forniture di gas, 10 anni di negoziati e un metanodotto lungo 4 mila chilometri all’estremo est dell’Asia. Dal dicembre 2019 l’alleanza “intermittente” tra le due potenze sarà più stabile grazie a questo cordone ombelicale che alimenterà l’industria cinese arricchendo le casse di Mosca. E l’Europa diventa un po’ più debole perché smette di essere l’unico mercato di sbocco del gas russo e, in prospettiva, non sarà il più importante.

La controprova arriverà prima del 2019: Berlino e Bruxelles stanno decidendo se raddoppiare il Nord Stream, il tubo che collega la Siberia alla Germania, in una partita in cui le incomprensioni politiche tra i due blocchi avranno pesanti conseguenze economiche, specie se Putin può guardare verso Pechino.

Fonte: Luca Iezzi – La Repubblica