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EN 16001: Energy Management Certificato

 

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Notiziario

Ogni anno 8 miliardi di energia sprecata nel settore residenziale

Dati relativi al: 09/03/2010
Gli sprechi di energia sono particolarmente alti nel settore residenziale. E' quello che emerge dal VI rapporto annuale “Strategie e scelte quotidiane per la sicurezza energetica”, realizzato dal Consiglio nazionale dei periti industriali (Cnpi) in collaborazione con il Censis e presentato venerdì scorso a Roma.

Secondo il rapporto, il costo annuo dovuto allo spreco di energia nel settore residenziale è pari a oltre 8 miliardi di euro, l’equivalente di una finanziaria. Infatti, basta tener presente gli edifici scolastici, dove le singole aule non dispongono di termometri per regolare il riscaldamento ma dove, per ridurre le temperature eccessive, si aprono le finestre. Per Giuseppe Jogna, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, “questa tassa da nessuno voluta, ma da tutti pagata, potrebbe essere drasticamente ridotta se finalmente si adottassero procedure accurate per la progettazione delle opere, per i collaudi e per la diagnosi e la certificazione energetica degli edifici”.

Secondo il rapporto, gli interventi per la riqualificazione energetica del 35 per cento del parco immobiliare censito consentirebbero non solo un risparmio significativo sulla bolletta energetica del Paese ma ricadute economiche, sociali e occupazionali rilevanti, anche nel breve periodo: a fronte di un investimento di 8 miliardi di euro è stato infatti stimato un risparmio annuo di circa 450 milioni. Inoltre è stato calcolato un aumento dell’occupazione con 150mila nuovi posti di lavoro nella sola fase di cantiere e un impatto complessivo sull’economia di circa 28 miliardi di euro.

Il rapporto evidenzia anche come i margini di miglioramento rispetto agli sprechi energetici ci siano: gli italiani e i giovani dai 18 ai 30 anni mostrano di essere abbastanza responsabili nei loro comportamenti che hanno un riflesso diretto o indiretto negli sprechi di energia. L’uso di materiali riciclati (72,4 per cento), la raccolta differenziata dei rifiuti (85,2 per cento), l'uso della doccia piuttosto che del bagno in vasca (69,3 per cento) sono solo alcuni esempi di consapevolezza energetica dei giovani italiani.

Tra le cattive abitudini difficili da abbandonare sono alcune buone pratiche legate all’utilizzo di dispositivi elettrici ed elettronici come spegnere i led degli strumenti elettronici (30,8 per cento), staccare il carcabatterie del cellulare (38,3 per cento), regolare gli elettrodomestici in base alle stagioni (37,1 per cento). Più difficile abbassare l’aria condizionata, chiudere il freezer, far scorrere l’acqua senza usarla: il 68,1 per cento dei giovani italiani non lo fa ma.


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